Guida turistica » Beato Antonio Franco
Urna del Beato Antonio Franco (Foto di Gianfranco Rappazzo)

Beato Antonio Franco

Antonio Franco (Napoli, 26 settembre 1585 – Santa Lucia del Mela, 2 settembre 1626), figlio del nobile Orlando Franco e di Anna Francesca Pisana, ottenne la laurea dottrinale in diritto canonico e civile prima del compimento dei suoi diciassette anni. Non avendo ancora l'età per essere ordinato sacerdote, venne trasferito dal padre a Roma, per completare gli studi ecclesiastici. Non era trascorso nemmeno un anno dalla permanenza a Roma, quando il padre gli comunicò che doveva trasferirsi in Spagna, alla Corte Reale di Filippo III a Madrid, nell'intento di procurargli una sistemazione conforme alle nobili tradizioni di famiglia. Dopo quattro anni divenne Cappellano Reale (1611) e dopo un decennio di permanenza a corte fu proposto dallo stesso Re a governare la Prelatura di Santa Lucia del Mela, divenendo altresì Regio Consigliere e Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia. Prese possesso della Prelatura Nullius il 18 maggio 1617.
Mezzo secolo prima c'era stato il Concilio di Trento nel quale si erano stabilite nuove norme sul decoro dei religiosi e delle chiese, per questo istituì nel suo Palazzo Vescovile dei concili periodici nei quali accoglieva i sacerdoti della Prelatura e li istruiva su come comportarsi con i fedeli.

Ritratto del Beato Antonio Franco (Foto di Santo Arizzi)

La vita di Beato Antonio Franco
Frequenti furono le sue visite pastorali nelle varie parrocchie, dove oltre a predicare la parola di Dio l'insegnava dando l'esempio. Infatti, un giorno mentre si recava nella vicina Gualtieri vedendo un povero vestito di stracci si tolse i pantaloni e glieli donò, durante un periodo di siccità fece sgorgare una sorgente a San Filippo del Mela nel luogo dove ancora oggi esiste un'edicola votiva con un'immagine del beato. Era molto devoto alla Madonna della Neve (che allora era venerata in Contrada San Giuseppe) e spesso si recava in pellegrinaggio scalzo per fare penitenza e chiedere alla Vergine una grazia. Essendo a Santa Lucia fiorente l'attività di allevamento del baco da seta purtroppo esisteva anche la piaga dell'usura che flagellava la popolazione, per questo Mons. Franco decise di usare il suo patrimonio personale per aiutare la gente vittima in modo che potesse liberarsi dalla tenaglia dell'usura. Il prelato continuò, inoltre, l'opera di costruzione e di restauro, iniziata dal suo predecessore Mons. Simone Rao Grimaldi, sia della Cattedrale, sia del Palazzo Prelatizio.

Nonostante fosse di origine nobile viveva in semplicità e infliggeva penitenze al suo corpo esile per chiedere l'espiazione dei peccati dei suoi fedeli: dormiva su un giaciglio di paglia e si puniva corporalmente con due catene (i santi si fustigavano per sentirsi nella sofferenza più vicini a Gesù), una legata alla vita e una la usava per flagellarsi. Attualmente una di queste catene viene custodita nella Cattedrale e su richiesta dei fedeli e a discrezione del parroco viene portata nella casa di un malato devoto perché lo aiuti a liberarsi della sofferenza, se la catena si muove significa che la grazia è stata concessa quindi il malato o guarisce o muore (in molti casi la morte è una liberazione perché è la fine delle sofferenze).
Oltre a ciò spesso si recava nell'ospedale di San Michele per assistere moralmente i malati e se qualcuno si trovava lì abbandonato da tutti egli provvedeva ad assisterlo, e leccando le piaghe di un malato di cancrena ulcerosa si ammalò di un male alle vie respiratorie che oggi sarebbe diagnosticato come tumore. Il 2 settembre 1626, nel Palazzo Vescovile, a 40 anni rese l'anima a Dio e dopo pochi giorni venne sepolto nella Cattedrale sotto l'Altare del SS. Crocifisso.

Urna del Beato Antonio Franco (Foto di Rosario Torre)

La scomparsa di Beato Antonio Franco
Dopo appena sette anni dalla sua scomparsa, nel paese si sparse la voce di un trafugamento del corpo, quindi il 7 luglio 1633 aprirono la cassa in legno ma trovando la salma perfettamente conservata la richiusero. Successivamente il clero pensò di spostarlo nella più intima cappella di Santa Lucia, posta a destra dell'altare maggiore, e di sostituire l'urna in legno con una di cristallo. Nel 1656 ci fu la seconda ricognizione. Aprendo la cassa con le sacre spoglie con stupore videro il corpo incorrotto di Mons. Antonio Franco con un ramoscello di basilico fresco, verde e profumato nella mano. Da allora i luciesi hanno sempre abbinato quella pianta al loro protettore, diventando anche il principale elemento utilizzato per gli abbellimenti in suo onore.
Successivamente furono effettuate ulteriori ricognizioni (1721, 1802, 1913, 2013), mentre il corpo fu spostato prima nella Cappella del Sacramento, poi sotto l'Altare del Crocifisso, nella Cappella di Santa Lucia (1937) e, infine, nuovamente sotto l'Altare del Crocifisso (15 settembre 2013).
Il popolo del comprensorio della Valle del Mela l'ha sempre chiamato “Beato” anche se la causa di canonizzazione venne avviata il 30 dicembre 1975, mentre i motivi per cui passarono tutti questi anni è da ricercarsi sia nelle pestilenze e carestie che colpirono la Prelatura Nullius sia nel fatto che spesso chi di dovere “ignorava” la complessa prassi che impone la chiesa per il processo di beatificazione che quindi risultava spesso incompleta e considerata nulla.

Antica collocazione del corpo di Mons. Antonio Franco, prima della beatificazione (Foto di Franco Trifirò)

La beatificazione​
Nel 2011 c'è stato un miracolo riconosciuto all'intercessione del Servo di Dio Antonio Franco, quindi Papa Benedetto XVI ha concesso che si procedesse con la beatificazione. Papa Francesco ha stabilito che tale rito avvenisse il 2 settembre 2013 e così è stato nella Cattedrale di Messina con una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Angelo Amato.
Il corpo santo è lì rimasto esposto alla devozione dei fedeli fino al 13 settembre, mentre domenica 15 settembre, con una solenne processione, è tornato nella sua Santa Lucia del Mela, e il popolo, così come nel 1617 accolsero festosi il nuovo vescovo Antonio Franco, hanno accolto con immensa gioia il ritorno del Beato Antonio Franco.

Scegli la lingua:

Italiano Italiano
English English
Español Español
Deutsch Deutsch